Dopo circa 5 mesi di interim, ecco finalmente, che la poltrona di Via Molise è stata occupata.
In verità, il nome di Romani circolava, con certa insistenza, nei corridoi sin dall’inizio, ma le diatribe interne alla maggioranza e il curriculum del candidato avevano creato qualche difficoltà.
Un elemento che mi ha impressionato è stata la velocità di azione del neo Ministo. A due settimane dall’insediamento ha premuto l’acceleratore per il rilancio del nucleare. Insieme all’interim del Ministero si è posto fine, infatti, anche al commissariamento della Sogin, con l’insediamento di un nuovo consiglio di amministrazione.
La Sogin è la società che si occupa dello smantellamento degli impianti nucleari e della gestione dei rifiuti radioattivi. Nuovo amministratore delegato è stato designato l’ingegere Giuseppe Nucci.
Chi era costui? Amministratore di Enel sole, prima, e a.d. proprio della Sogin, poi, nell’era del Generale Jean.
Ripercorrendo le tappe principali della vita della società nasce qualche perplessità.
1999. In ottemperanza al decreto di liberalizzazione del mercato elettrico, l’ex monopolista ENEL si vede costretto a costituire una società controllata, Sogin, a cui affidare tutte le attività del settore nucleare. Risorse tecniche ed umane, rimangono, in sostanza, le stesse.
A decorrere dal 3 novembre 2000 le azioni della società sono acquisite, interamente, dall’allora Ministero del Tesoro, mentre lo svolgimento delle attività è conforme agli indirizzi formulati dal Ministero dell’Industria, ora dello Sviluppo Economico, come risulta dall’art 4 dello Statuto della società .
I compiti affidati alla società sono rilevanti, sia nell’ambito della politica energetica nazionale, se ammettiamo ne esista una, sia per l’interesse della collettività. Solo in questo senso acquisisce senso l’ordinanza 3267 firmata dal Presidente del Consiglio il 7 marzo 2003 (allora Berlusconi), con la quale si riconosce la possibilità di derogare ad una serie di norme (art.3), nell’ambito dello svolgimento di tali attività. In questa delicata fase, la gestione della società era affidata al Generale Jean, nominato come Commissario delegato per la messa in sicurezza dei materiali nucleari, istituito ad hoc.
2009.La legge n.99 del 23 luglio 2009 stabilisce il commissariamento e l’azzeramento del CdA. Da un lato si sancisce, esplicitamente, l’ingresso della politica nella società, dall’ altro, implicitamente, si dichiara il fallimento della gestione precedente. Il commissariamento dovrebbe prevedersi solo in caso di emergenze. Si dirà che trattandosi di una società controllata dal Ministero dell’Economia sia giusto valutarne le performances e sia naturale l’intervento del Governo qualora ci siano evidenti difficoltà o situazioni di emergenza. In effetti, il Ministero che dovrebbe render conto al contribuente-elettore e sarà interessato ad una gestione che sia efficiente ed efficace, quanto più possibile. Lo spirito della norma prima citata sembra confermarlo. Si legge, infatti, che l’intervento legislativo ha il “ fine di assicurare una maggiore efficienza nel settore”(comma 8). E di fatti, l’ing. Nucci, coinvolto nella precedente gestione guidata dal Generale Jean, è nominato Vice commissario. Insieme all’ing. Mazzucca e al dott. Nardone il compito assegnato è di accompagnare la Sogin verso la nuova mission che la contraddistinguerà, nel quadro del nuovo piano strategico energetico del Governo Berlusconi”, si legge nel comunicato rilasciato dall’ex Ministro Scajola, il 12 agosto dello scorso anno.
Non è intenzione di entrare nel merito della scelta del nucleare per il nuovo mix energetico, la storia della Sogin, infatti, mi lascia qualche sospetto sull’interesse del gestore della società di essere realmente interessato all’efficienza-efficcacia. D’altronde viviamo in un Paese che ha vissuto per più di tre mesi senza una guida allo sviluppo economico, seppure la ripresa economica è stata un leitmotiv.
Il sospetto deriva dal riciclo continuo di personaggi e volti più o meno noti, fondato su una fitta e potente rete di relazioni personali, più che sulle reali capacità e competenze, in materie come la gestione del nucleare che sono strategiche per lo sviluppo del Paese e riguardano l’intera collettività. Se un amministratore delegato è stato coinvolto nella gestione che ha condotto sino al commissariamento, nascono dubbi sulla sua adeguatezza al ruolo. Questo accade sempre nel privato. Forse, da buona italiana media, confondo pubblico/privato. Forse vivo nella città del sole, dove poi non ci sarebbe bisogno di nucleare e quindi la questione non si porrebbe. Forse, appunto.

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