A 30 anni esatti di distanza dal tragico terremoto che colpì, il 23 novembre del 1980, la regione dell'Irpinia e le zone circostanti... che cos'è che resta?
Restano, ad esempio, i racconti di chi quel giorno c'era: a volte sono aneddoti divertenti che narrano le situazioni paradossali di chi ha vissuto un evento traumatico, ma che il meccanismo della ripetizione e la patina del tempo hanno rivestito di un velo caricaturale. Ad esempio, c'è quella del gruppo di amici che, subito dopo la scossa, aspettano preoccupati fuori casa l'amico che è rimasto dentro e che non vedono uscire... fino all'apparizione del ragazzo che arriva trafelato con il televisore in mano: "Non lo volevo lasciare dentro: è nuovo!", si giustifica.
Poi resta l'insegna del cinema Diana, chiuso da allora perché crollato interamente all'interno.
Resta anche l'edificio che in principio era un panificio, adibito a scuola superiore all'epoca del terremoto: questo è rimasto su, tale e quale, anche quando è diventato la scuola dei figli di chi, nell''80, quella notte aveva dormito nella propia auto. Edificio che è rimasto (quasi) intatto anche dopo la scossa nel Molise del 2002... ma questa è un'altra storia, di un altro terremoto, anch'essa con le sue vicende tragiche e le sue vicende ridicole.
Restano i container vicino casa, e soprattutto restano le persone a viverci dentro.
Restano i mostruosi prefabbricati nella periferia della città.
Resta l'onorevole De Mita, che ha parlato oggi nel corso della seduta di consiglio regionale convocata per la commemorazione del trentennale del sisma... ma no! non Ciriaco: questo è il nipote Giuseppe, vice governatore della Regione Campania (Ciriaco forse oggi si trovava nella sua villa a Nusco, in provincia di Avellino: quella pure è rimasta uguale... o forse è un po' più lussuosa?)
Restano le immagini di repertorio: ma cosa si vede lì per le strade, cumuli di spazzatura? ah no, sono i cumuli di macerie... scusate(la), ho visto male.
Restano le vittime.
Resta la solidarietà verso la cittadinanza dell'Aquila che ha manifestato proprio pochi giorni fa e che ha dimostrato che i terremoti non sono sufficienti a scuotere il nostro paese.
Resta la condizione di fragilità di una regione che non riguarda solo il suo assetto geologico.
È bello sapere che, nonostante tutto, alcune cose non cambiano... perché quello che resta rimane una certezza... o no?
Chi ne è l'autore?
RispondiEliminaL'italiana 1/2 :)
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