Nel suo discorso alla convention di FLI, Fini ha dettato le sue condizioni a Berlusconi per continuare a governare assieme: dimissioni, ascesa al Colle e crisi di governo. Il Presidente della Camera ha anche fatto delle aperture ai centristi, in vista di un allargamento della maggioranza e di un nuovo programma governativo. Il discorso di Fini è stato improntato ai temi cari ai cosiddetti “futuristi”, che cercano di mettere bene in chiaro le loro differenze con i “berluscones”: libertà, legalità, moralità della politica, rispetto delle istituzioni. Fini ha anche richiamato i gravi problemi del nostro Paese, la crisi economica e sociale, e ha sottolineato l’incapacità del governo attuale di mantenere la rotta, spronando Berlusconi ad un improbabile colpo d’ala.
Ma che belle parole, mi verrebbe da dire. Una descrizione finalmente reale della situazione del nostro governo: un’analisi dall’interno che smentisce per l’ennesima volta le palle che ci dobbiamo sorbire quotidianamente da Sua Emittenza. Fini è stato accolto dai suoi come una star, come il nuovo Messia giunto a portare la lieta novella che, oltre Berlusconi, a destra c’è di più (cosa sia, ancora non si sa). Eppure le parole di Fini, pur necessarie, mi hanno fatto sorridere. Sono passati appena quindici anni da quando il MSI ha compiuto la sua svolta, il passaggio ad una destra che doveva essere moderata, moderna ed accettabile, non più fascista e retrograda. Fini fu il generale di una banda di ragazzini che capì il momento storico italiano e che vide in Berlusconi il traghettatore degli ideali della Destra: post(?) – fascisti e uomini di AN poterono finalmente accedere al governo, dopo decenni di conventio ad excludendum. Fini accettò tutto, Lega compresa, in silenzio e rispetto dell’uomo che era riuscito a sdoganare il fascismo e ad atteggiarsi a miglior premier della storia politica italiana.
Come ogni adolescente, però, anche Fini alla fine si è stufato delle regole di casa, nella quale è stato cresciuto e pasciuto per anni. Il “padre” ha cominciato a dare evidenti segni di squilibrio: non è più gestibile ed è necessario affidarlo ad una badante, prima che cominci a pisciarsi addosso. L’idea di andarsene per i fatti propri, di prendere le sue cose e starsene con i suoi amici sembra al giovane Fini l’unica opzione possibile. Ed ecco, allora, che da buon adolescente alla ricerca della sua indipendenza, egli comincia a puntualizzare su tutto, a criticare comportamenti e atteggiamenti paterni o per dirla con un paio di metafore italiche, a lavare in pubblico quei panni sporchi che per anni aveva lavato di nascosto, a sputare nella minestra che per anni aveva ingollato in silenzio. Sia ben chiaro, mi congratulo per lui: era ora che aprisse gli occhi su quello che lo circondava!
Fini si avvia al suo esame di maturità. Vuole proporsi come alternativa, come uomo nuovo. Peccato che la sua verginità (politica) sia meno probabile di quella di Cicciolina. Ma dato che il popolo italiano, cui appartiene la sovranità, ha scarsa memoria è probabile che lo accetti come la nuova stella nascente della politica italiana (e dire che non ha neanche partecipato al Grande Fratello).
Caro “compagno” Fini, quello che lei dice oggi, noi lo dicevamo ieri e continuiamo a ripetercelo quotidianamente. I mali dell’Italia li conosciamo, perché li vediamo ogni giorno e ne subiamo personalmente le conseguenze. La nostra maturità ce la siamo guadagnata precocemente, forse anche troppo, ma i nostri occhi sono da anni ben dritti sulla strada e ci guidano sul cammino. Purtroppo pero’ i “nostri” politici non ci ascoltano e nella affannosa rincorsa alle minchiate di Berlusconi non hanno tempo per i problemi reali del Paese. La polemica sterile, la battuttaccia, gli scherzi scemi servono a nascondere le profonde incapacità della classe di governo. Mi auguro che la sua maturità possa giovare all’Italia e alla politica, ma temo seriamente che tutto si risolva in un rimestare tra vecchi e nuovi partiti, alla ricerca di un equilibrio conosciuto come “balena bianca”, mitico monstrum del passato.
P.G.

Carissimo Pasqualino,
RispondiEliminachi nasce fascista non può morire comunista...
Diffidiamo da Fini: è un troppo abile politico.
Elogiamo fini: è un politico.
Ma non affidiamoci a Fini, la Sinistra ci aspetta...
Fini non è credibile per nulla.
RispondiEliminaLui sapeva benissimo chi era il signor B, quando "scese in campo".
Ora, che il berlusconismo si sta frantumando, si smarca, nonostante abbia partecipato alla sua creazione. È parte stessa del berlusconismo, ne ha accettato i modi e gli effetti sulla società italiana.
Non è il salvatore della patria, ma ha capito che basta cambiarsi la maglietta e si riacquista una sorta di verginità.
Sicuramente nn andrà appoggiato alle urne ma sarà sicuramente la chiave di svolta di cui il paese aveva bisogno per liberarsi di mister B.
RispondiEliminae un pò di consenso per ora nn gli farebbe male!!! potrà essere la buona opposizione di cui un paese democratico ha bisogno e senza la quale nn si può chiamare democratico!!!
Caro Pasqualino, articolo molto bello e condivido a pieno quanto hai scritto. Parte di quella che chiami sinistra ha avanzato le proposte di cui il Paese ha bisogno e allo stesso tempo ha ben chiari quelli che purtroppo sono i problemi, ormai non nuovi dell'Italia, il problema è che delle proposte serie che vengono dall'opposizione (quella attuale) poche finiscono sui giornali, più interessati alle convention degli sfasciacarrozze, non dei rottamatori, promosse da quei geni della politica che bene sarebbero rappresentati dal sindaco, perchè per ora è un sindaco, di Firenze. Per quanto riguarda Fini io personalmente diffido di chi ha detto, e fatto, tutto e il contrario di tutto, ma poichè la democrazia è fatta di numeri, dei suoi numeri si ha bisogno per promuovere una mozione di sfiducia, sempre che, con otturazioni nasali degne del miglior palombaro, non si passi ad un Berlusconi 2-3-4 eccetera eccetera.
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