martedì 15 febbraio 2011

Nella stagione che stagioni non sente

Il Cassero, Bologna

 Per qualche anno mi sono chiesta cosa potesse essere all’origine delle violenze fisiche e delle mortificazioni morali ai danni di una donna. Gelosia?Possessività?Follia? Non ho mai trovato una risposta pienamente convincente. Svelare il motore degli eventi è, però, uno strumento utile per trovare soluzioni durature ed efficaci. All’inizio ho davvero creduto che il problema potesse essere la diversità, fisica anzitutto. Per cui ho smesso di mettere gonne e di truccarmi. Come se il problema fosse la mia femminilità.
 Per una serie di fortuite coincidenze negli ultimi mesi ho iniziato a raccogliere indizi che mia hanno portato ad una considerazione di tutt'altro tipo. All’origine  credo ci sia, come in tutti i casi di ricorso alla forza, una ,più o meno, consapevole mediocrità per cui ci si sente minacciati e si senta il bisogno di affermare la propria dominanza, ad ogni costo. Accade per strada. Accade tra le mura domestiche. Accade tra le mura del Palazzo, non solo ad Arcore, dove la prepotenza fisica si sostituisce all’arroganza del potere. Forse è per tutti questi pensieri per la testa che mi sono (quasi !)commossa a vedere Piazza Maggiore riempita e colorata dalle sole  bandiere tricolore. Una vivacità sana e perbene, non femminista.Per un’etica del pubblico,  non  moralista. Né orizzontale, né verticale, ma trasversale. Donne e uomini. Giovani e anziani. Genitori e figli. Mariti e mogli. Cattolici e atei. E per qualche ora ho smesso di sentirmi sola o, peggio, parte di una minoranza frustata e senza voce. Non è nato il neo (neo?) femminismo. Non è caduto il governo.  Semplicemente, abbiamo contato e ci siamo contati. Ci siamo scambiati idee, battute, slogan e qualche commento politico. L’obiettivo era, anche, questo. 
Le discussioni che hanno preceduto la manifestazione sono state tante. Forse troppe. D’altronde noi donne amiamo la discussione e condiamo le nostre vite, pubbliche e private, di molti “se” e spesso troppi “ma”.Il no è si, il si è no e il forse si apre a qualsiasi interpretazione. Almeno questo dicono di noi. Siamo dolcemente e perennemente complicate. E’ questa la nostra forza e la nostra debolezza. In ogni caso, la piazza di domenica era pieni di sorrisi sereni e rincuorati, onesti e sinceri.
Valentina, Madrid.
Chi era per strada, a Roma, a Bologna, a Bruxelles , a Madrid o ad Atene ha dimostrato che non si tratta, come hanno sperato,di una sparuta minoranza di snob e radicalchic che proclama un femminismo superato. Hanno provato ad etichettarci, per ridimensionarci e limitarci. L’operazione non è riuscita. Non stavolta. Le strade principali di Bologna e delle altre città sono state percorse da un fiume di gente indefinita, ma determinata, con le idee chiare. Probabilmente non tutte uguali. La forza della democrazia è questa. La forza della piazza di domenica pure. Diversi, ma uniti. Lo scetticismo di molti temeva che le divisioni avrebbero prevalso, vanificando la mobilitazione.D'altronde il clima politico del tutti contro tutti non lasciava presagire il successo. E invece, nonostante le differenze, di genere e sesso, ha vinto la volontà di ribadire, con vigore, la piena dignità dell’identità femminile contro un sistema, in primis di governo, in cui il corpo della donna è strumento politico. Forse uno dei pochi.
Le notizie e i messaggi che mi arrivano in queste ore mi fanno sperare che la mobilitazione non si sia conclusa in una domenica pomeriggio, ma sia destinata a diventare permanente. Di manifestazione ne ho vissute, dentro e fuori, abbastanza per non chiedermi “fino a quando?”. L’aria frizzante e genuina che ho respirato mi ha lasciato, però, davvero la speranza che  sia possibile costruire un Paese per donne. Provarci, ADESSO, non costa nulla. Non provarci significherebbe continuare a  pagare un prezzo troppo alto.

5 commenti:

  1. "Le strade principali di Bologna e delle altre città sono state percorse da un fiume di gente indefinita, ma determinata, con le idee chiare. Probabilmente non tutte uguali. La forza della democrazia è questa. La forza della piazza di domenica pure. Diversi, ma uniti."

    Adoro questo passaggio!

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  2. "Diversi, ma uniti". Miss E. indica pure la mia sto(R)ica deriva europeista!

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  3. Io ho partecipato a Modena, realtà piccola rispetto a tante altre, ma devo dire con un alto numero di presenze. Insomma, uomini e donne, di tutte le età, insieme hanno detto: Ora basta!
    L'intervento più emozionante, a mio avviso, è stato quello di una donna, non più giovanissima, dell'ANPI. Il suo messaggio di riscatto femminile (e non solo) attraverso l'attività, la conoscenza e l'impegno dimostrano e fanno sperare che, volendo, uniti e pronti al sacrificio, le cose possono andare diversamente, come è già successo in passato. Tuttavia, come spesso accade, c'è sempre l'altro lato della medaglia, e per me è questo: pensare che nel 2011, in Italia, ci sia ancora la NECESSITA' di una manifestazione come questa, di ribadire concetti fondamentali, quali la parità, la dignità delle donne, il rispetto del loro corpo e l'affermazione professionale femminile, non può non destarmi un senso di tristezza.
    Ce n'è di strada da fare.

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  4. Uhu quante cose ci sono da dire...
    Bhè, dunque: intanto avremo fatto tacere per un po' i giornali esteri che ci tacciavano di proselitismo totale e prostrato (tesi che non ho mai supportato, visto che non ricordo così tante manifestazioni nello stesso periodo se non forse quelle per l'Iraq/Afhganistan del 2001). Tra l'altro non capisco il modo di ridurre il tutto a: "sono pochi, sono una minoranza"; dimostrato che non è vero, e se anche fosse? Le minoranze vanno tutelate e protette e ascoltate come chiunque altro.
    Cmq, anch'io ho avuto la tua stessa sensazione, che cioè non fosse una manifestazione come le altre, contro qualcuno o qualcosa, ma VERSO gli altri, il tuo vicino, tua mamma, la sconosciuta affianco a te, ecc..A me giuro che ha fatto impressione la quantità di maschietti presenti, a Ferrara domenica c'erano più miei amici che mie amiche, non me lo aspettavo: hanno sfilato per noi con noi. No, non è stata una manifestazione femminista, ma paritaria ad ogni livello; come dicevo prima, DA TUTTI PER TUTTI. Voglia di aprirsi, di pace, di ascolto, di silenzio, di discorsi, di una non-belligeranza che invece è esattamente ciò che succede "sopra" di noi.
    Sull'origine della prepotenza sulle donne, invece non sono molto d'accordo (sicura che mi perdonerai), ma è in effetti un discorso lungo e purtroppo ora devo ricominciare a lavorare, devo guadagnarmi i miei ben 650€ mensili...
    Però, da domenica, lo farò con un sorriso in più :-)
    Rachele Bee

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  5. @Prochaine:si la strada da fare è ancora lunga, ma l'abbiamo iniziata e un piccolo passo in avanti è stato fatto.Ed è partito da Modena, Roma, Ferrara e anche dai paesini della nostra Campania Felix...
    @Rachele: Si, la trasversalità della piazza e l'assenza di bandiere di parte è stata una delle cose più belle.
    Mi piacerebbe discutere delle origini della prepotenza sulle donne...forse sono troppo coinvolta personalmente dal tema...ma mi piacerebbe davvero!

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