Ci sarebbero molte cose da dire sulla giornata di oggi. Una giornata importante per l’Italia. Per un paese ch è diventato l’ombra di se stesso. Un paese governato da buffoni e giullari,da politici che fanno risse in Parlamento e si fanno comprare dal primo Signorotto che li abbindola.
O forse non c’è nulla da dire, le scelte sono state fatte, le decisioni prese. La matematica ha vinto. Mai come oggi la matematica ha ottenuto il suo momento di gloria. E l’Italia (o meglio la classe politica italiana)ha perso. Ha perso la mia fiducia. Quel poco di fiducia che era nascosta sotto il tappeto della mia ribellione, del mio andare contro corrente, del mio protestare e battermi contro i soprusi del potere.
Oggi abbiamo assistito ad uno spettacolo degradante. Oggi la politica ha toccato il fondo. E Berlusconi è solo la punta dell’iceberg. Non è lui che ha votato per non sfiduciare il suo (mal)governo. È stata una classe politica avvizzita, molla, putrefatta. Che si fa tanto sbandieratrice di promesse ma poi guarda solo al metro quadrato nel quale sono racchiusi i suoi interessi.
Sono sfiduciata. Io, almeno io, lo sono. Sentirsi tradita da una sinistra che non esiste se non su un simbolo elettorale e che non fa altro che stare a vedere, da una destra estrema che si pente dell’alleanza col nano e poi lo appoggia ancora una volta. Da politici che si fanno comprare in cambio di prestazioni. Come le puttane. Silvio, non hai bisogno di farle venire a casa tua: le prostitute sono lì, sedute accanto a te.
E poi penso a come i politici debbano essere di esempio per il popolo. O meglio, sono quello che il popolo ha scelto. È davvero questa l’Italia del 2010?
È questo che l’Italia ha scelto? O sembra surreale solo a me e a quei quattro coglioni che mi stanno intorno? Siamo noi gli anormali? Siamo noi i cretini che non accettiamo tutto questo passivamente?
Teresilla

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