Prima di conoscere i risultati delle elezioni amministrative in corso di svolgimento in diverse province e comuni d’Italia, ho pensato di riepilogare alcune delle più belle emozioni della campagna elettorale (in particolare del PD) vissute finora .
A Torino, ad esempio, c’è stato l’autoironico Fassino che ha distribuito i grissini della Derby, nonché offerto diversi altri banchetti con l’appoggio di Eataly, puntando sull’effetto pancia piena, che accontenta sempre tutti. Amelia Frascaroli a Bologna aveva già messo in atto l’operazione tè e fetta di torta chez soi per ottenere le firme necessarie per concorrere alle primarie del PD bolognese, che ha tentato di riabilitare la propria immagine post-scandalo di Del Bono e di riorganizzarsi per il post-ritiro di Cevenini celebrando la massima espressione della democraticità del Partito Democratico: le elezioni primarie. Poco importava che la destra bolognese avesse gettato subito la spugna ed avesse deciso, a Bologna come altrove, di giocare solo le battaglie che si possono vincere, lasciando all’impavido scalatore della Lega Nord l’impresa di espugnare la rossa vetta felsinea (impresa considerata da molti risibile, ma per me non c’è nulla da ridere): le primarie s’avevano da fare perché sono democratiche!
Quindi s’avevano da fare anche a Napoli, dove, a parte l’elemento di colore-folklore dei 400 cinesi avvistati in fila per votare per il candidato Cozzolino – Napoli è una delle città più integrate d’Europa, dove i fondamenti dell’integrazione risiedono nell’arte dell’arrangiarsi e nello sfruttamento reciproco, quando non nell’illegalità in termini stretti – le primarie si adeguano all’anima drammatica della città e diventano commedia dell’arte. Per fortuna che però poi a Napoli è sbarcato anche l’esercito a fare campagna elettorale e il livello del dibattito politico si è notevolmente risollevato...Democrazia e libertà sono le parole più abusate della storia politica recente e, trovandosi a campeggiare nei nomi dei due maggiori partiti politici nazionali, sono finite per trovarsi paradossalmente in contrapposizione.
Ma cosa si intende per libertà quando si fa campagna elettorale in una cittadina del sud Italia di circa 60000 abitanti? Che cosa significa lo slogan: “Nocera libera”? Libera da cosa? Dal giogo del pizzo e della criminalità organizzata? Dall’immobilismo economico e finanziario? Da società consortili che sprecano e ripartiscono ad aziende fantasma i fondi investiti per la riconversione di aree industriali (vedi Salerno Sviluppo)? O da società miste che gestiscono l’intero ciclo dell’acqua sul territorio sarnese-vesuviano (si legga Gori)? Macché! Libera dalla spazzatura per le strade? No, per quella ci vuole l’esercito, che c’entra la libertà?
Ma cosa si intende per libertà quando si fa campagna elettorale in una cittadina del sud Italia di circa 60000 abitanti? Che cosa significa lo slogan: “Nocera libera”? Libera da cosa? Dal giogo del pizzo e della criminalità organizzata? Dall’immobilismo economico e finanziario? Da società consortili che sprecano e ripartiscono ad aziende fantasma i fondi investiti per la riconversione di aree industriali (vedi Salerno Sviluppo)? O da società miste che gestiscono l’intero ciclo dell’acqua sul territorio sarnese-vesuviano (si legga Gori)? Macché! Libera dalla spazzatura per le strade? No, per quella ci vuole l’esercito, che c’entra la libertà?
Parafrasando Roberto Benigni, sapete, a Nocera Inferiore, qual è il problema? Il traffico. E allora: liberateci dai vigili urbani, la cui presenza crea ancora più disagi alla viabilità; liberateci dai sensi unici e dalle ingombranti aree pedonali; liberateci dalle inutili rotonde verdeggianti e dai semafori molesti! I cittadini vogliono avere strada libera! Verso dove, però, non si sa.
Buone elezioni, democratiche e libere, a tutti voi.
L'italiana 1/2
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