giovedì 7 aprile 2011

Un paese di puttanieri

E' accaduto stamattina. Stavo andando in bicicletta, percorrendo una via centrale della mia città, quando un motociclista sulla quarantina mi sorpassa, pur non andando a grande velocità, e poche diecine di metri più avanti s'accosta ad una signorina che, sul lato assolato della strada, stava ferma, in evidente attesa. Vedo il tipo che le dice qualcosa, lei che fa per scostarsi, quindi lui che le dice qualcos'altro. Queste parole devono essere particolarmente irritanti per la signorina, perchè pochi istanti dopo averle ascoltate lo stava prendendo a borsettate. Sì sì, a borsettate, con la sua non piccola borsa di fintapelle, o forse di pelle vera, che portava appoggiata sulla spalla. Io vedo la scena, accelero la pedalata e in pochi secondi sono lì. Ma il centauro s'è allontanata e la signorina è rimasta sola sul marciapiede, incredula. Alle mie domande di cosa fosse successo, e se aveva bisogno di aiuto -inutile dire che tra i molti che popolavano la via, solo io mi sono accostato a lei- , dopo qualche momento di smarrimento mi ha detto quel che le era poco innanzi accaduto: l'uomo le si era avvicinato e le aveva chiesto "Quanto vuoi?", lei si era allontanata; allora lui le ha detto, a voce un po' più alta "Dai, ti do cinquanta euro...", con fare sornione, come a dire che l'offerta era imperdibile. Lei allora si era incazzata e anzichè urlare o scappare lo ha preso a borsettate, e quello, meno male, non ha insistito più di tanto, e vigliaccamente com'era venuto se n'è andato. Io non ho saputo che dire alla signorina perchè ero più smarrito e  stupito di lei. La prima cosa che ho pensato, e lei ha convenuto con me, è che era un pazzo.
Però la faccenda merita qualche riflessione in più, a freddo: anzitutto, il fatto è avvenuto in pieno giorno, in una via del centro; la signorina, che era vestita con jeans e camicia, non aveva alcun fare invitante e stava certamente aspettando qualcuno, senza alcuna ambiguità di sorta. Ora, chiunque abbia visto delle mignotte, anche di giorno, sa che queste si mettono su larghe vie battute dai camionisti, sono mezzo nude, e se hanno anche loro l'atteggiamento di aspettare, stanno aspettando chiaramente qualcuno che le abbordi. Del fatto che nessuno abbia detto niente davanti ad una ragazza che prende a borsettate un uomo, non c'è bisogno di stupirsi o d'interrogarsi. Interrogarsi invece bisogna sui motivi che hanno spinto questo soggetto, che non aveva tratti di delinquente lombrosiano, che era vestito con una certa attenzione, che portava una moto senza zigzagare, e che quindi, forse, non era né ubriaco né drogato, ad avvicinarsi ad una signorina, tra le tante, e ad offrirle del danaro per accompagnarsi con lui nel segreto d'una alcova (certamente non avrebbe preteso di consumare sullo stretto sedile della moto, almeno si spera).
Io mi sono dato questa risposta: viviamo in un paese di puttanieri. Il corpo della donna è così mercificato, svilito, monetizzato, materializzato dal contesto in cui quotidianamente viviamo da poter essere acquistato a qualunque ora del giorno e della notte, senza ritegno, senza pudori, senza problemi. Ma, mi si potrà dire, da sempre le puttane si offrono a pagamento, sul ciglio della strada. E' vero, e sarà sempre così, perché sempre ci saranno donne che sono convinte, dalle circostanze o dalla spregiudicatezza, d'esser sedute sulla propria fortuna. Ma la signorina in questione non mostrava alcuna caratteristica "classica" della puttana.
 Il corpo della donna tout court, di qualunque donna, è una merce da banco, è un oggetto in esposizione, che, se non ha il cartellino, può comunque essere comperato, casomai, com'è successo stamattina, offrendo una cifra congrua.
Una volta accadeva che la donna, in strada, che evidentemente non faceva il mestiere, venisse circondata di complimenti (più o meno eleganti) o da fischi. Poi s'è ritenuto sconveniente per la donna che questo accadesse, e così s'è ritenuto di dichiarare "molestia" un simile atteggiamento, che non prevedeva alcuna risposta attiva o passiva da parte dell'interessata che, al più, poteva sentirsi lusingata o imbarazzata. E così gli uomini hanno smesso di corteggiare, per puro spirito di gallinaio, per pura volontà di galleggiare (nel senso di "fare i galli"), ma sono cresciuti con l'idea perversa di un corpo di donna estremamente voluminoso, estremamente artificiale, estremamente nudo e, infine, sempre disponibile.
Mi chiedo, dal basso della mia misoginia e dall'alto della mia misantropia: chi ha sbagliato? le donne, che per sottrarsi al gioco antico del corteggiamento, hanno opposto una resistenza legale ma poi si sono andate sempre più spogliando in luoghi sconvenienti, o gli uomini, che sono diventati sempre più segaioli impenitenti, che hanno perduto il senso dell'agone, della competizione, per una donna, e che si sono assuefatti all'ideale, evidentemente irraggiungibile, di una donna sempre disponibile e sempre acquistabile?

Marzio Maria

Nessun commento:

Posta un commento